Articolo tratto da: www.telenord.it
di Antonella Ginocchio

Per il capogruppo di Linea Condivisa il governatore segue la linea “Io speriamo che me la cavo”

“La capacità programmatoria del presidente Toti è più o meno riassumibile così: riapriamo i CUP tra il 15 e il 22 giugno, ma diamoci perlomeno 14 giorni di tempo come precauzione, dopo la ripresa degli spostamenti fra le regioni. In sostanza la logica di Toti è quella del ‘io speriamo che me la cavo’: su una marea di attività si procede spediti col “liberi tutti”, ma quando si tratta di servizi sanitari essenziali per la popolazione la giunta tergiversa, è presa dai dubbi, sente il bisogno di precauzioni”. Lo scrive in una nota il capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino- “Stranamente, nelle parole di Toti solo la sanità pubblica deve essere soggetta a prudenza. E se dovesse esserci una recrudescenza del covid, ha già fatto sapere che i cup saranno nuovamente chiusi a tempo indeterminato -spiega Pastorino -. Nel frattempo la popolazione può frequentare senza restrizioni una serie di attività commerciali, che evidentemente nella sfera di cristallo della giunta sono esenti dalla diffusione del contagio. Una manovra che strizza l’occhio alle leve economiche, incurante del fatto che la Liguria è tuttora considerata una regione non sicura”.
In conclusione “un altro maldestro pasticcio sulla nostra salute, che si aggiunge al fallimento della gestione covid – scrive Pastorino -. Toti vorrà anche denunciare la Fondazione Gimbe per aver pubblicato dati che, secondo lui, metterebbero in cattiva luce l’operato della giunta; ma quei dati appaiono incontestabili, checché ne dica la giunta. Il covid è decisamente presente sul nostro territorio. Nelle ultime settimane si sono registrati livelli di contagio e tassi di mortalità molto superiori alla media nazionale, ponendo la Liguria tra le prime regioni per questo triste primato”